la massoneria, il satanismo e la paranoia
Condivido questo video per trasmettere il senso di nausea e di stupore surreale che mi ha invaso lo stomaco, vedendo un prete bruciare rosari con l’accusa di essere satanici e massonici.
Croci che finendo in innocenti pentagoni, soli e volti (a dir loro) cornuti, vengono bruciate con il terrore che possano portare chissà quali malvagità sulla terra. Piccole crocine di cera così terribili e oscure da essere prodotte in ditte massoniche e portate in tutta italia per deviare le povere menti delle anziane signore.
“Come le dicevo, il pentagono..”
Mi dispiace contraddire un evidentemente DOTTISSIMO uomo di chiesa, ma il pentagono è semplicemente un poligono geometrico che tra l’altro contiene varie “lunghezze correlate” a quella che oltre a chiamarsi “proporzione aurea” è chiamata anche proporzione divina. Quindi direi che di diabolico non ha nulla.
“Il sole, che è un simbolo massonico”
Cioè? puoi ripetere? Il sole è un simbolo. punto. è ovviamente il simbolo più frequente per indicare la luce (YOU DON’T SAY?), e viene utilizzato in un numero impossibile da contare di religioni e culture, quindi attribuire il sole ai massoni è davvero da schizofrenici.
E il video va avanti, di male in peggio. E fa formulare alcune domande sempre più forti nella mia testa.
Perchè un massone dovrebbe utilizzare simboli satanici? cosa c’entra il satanismo con la massoneria? CHE COSA CI GUADAGNA la massoneria a riempire le case delle povere vecchiette cattoliche di rosari maledetti? una sorta di manipolazione di mente di massa? o un invasione in stile Visitors?
Non c’è limite al peggio.
memoria
Per uno come me, la cui memoria oscilla tra il “ogni tanto ricordo qualcosa” e “com’è che mi chiamo?”, le foto, i vecchi blog e il mio diario (che ormai non scrivo più, mea culpa) sono sempre stati la mia ancora personale, che mi tiene tuttora legato al mio passato.
Per quanto faccia male, il passato è ciò che ci ha portati a questo presente. Ed è per questo che per quanto spesso vorrei cancellare interi anni dalla mia memoria, so che se sono qui, è grazie al (o colpa del) mio passato.
Quindi il fatto di aver praticamente perso tutte le mie vecchie foto equivale per me quanto essermi ammalato di halzeimer, condannato a veder lentamente scivolare via i miei ricordi come ghiaccio al sole.
Il passato fa male, ma non ricordarlo è peggio.
anche Uncino infine, volle sua madre.
Nel bel mezzo di una tempesta, dove cerco di capire cosa fare del mio futuro e delle mie passioni, mi ritrovo a voler sviluppare due passioni diverse, entrambe che potrei fare davvero per tutta la vita (anche se in entrambe sono a livelli tragicamente amatoriali), mi ritrovo a voler sviluppare anche una mia personale passione non lavorativa, che tralasciando, ha fatto in modo che una parte di me si stancasse e andasse in letargo, alterando equilibri troppo delicati da sottovalutare.
Ho smesso anche per paura in realtà.
Cosa fare? da dove iniziare? troppi pensieri, troppe emozioni.
E’ stancante vivere di emozioni così forti, così intense. senza freni, senza senso.
Ma alla fine una via ci sarà, la troverò, perchè la speranza è l’ultima a morire. se mi arrendo adesso, è finita.
diciamolo, sto post fa cacare.
http://www.youtube.com/watch?v=25md6SMw4ro
[When you're alone, you're not alone]
prendi i tuoi sogni, guardali. fatto? ok bruciali.
Finalmente, dopo tutta una vita di dubbi e di paura, ho davanti a me il futuro. Il mio obiettivo, chiaro e a fuoco, mi illumina una strada che non potrò mai percorrere, incatenato a una mancanza che fino ad ora era stata fastidiosa, ma mai così devastante.
Lui potrà studiare, laurearsi e fare i soldi, con il suo futuro bel porsche e la sua villa a due piani. Io non ho questa fortuna.
Perchè non lo ho capito prima? perchè non ho seguito i consigli del mio professore, che già anni fa mi consigliava Naba? perchè ero un fottuto ribelle, per di più pigro. non volevo seguire i consigli di un uomo che detestavo, soprattutto quando mi portavano a studiare per altri tre anni.
Sono stato un idiota e un debole, e questo peso lo porterò per sempre, tatuato a fuoco sulla mia pelle. Vedo tutta questa gente che va in scuole prestigiose che paga fior di soldi, senza in realtà impegnarsi come dovrebbe, sottovalutando i corsi e gli insegnanti, buttando NEL CESSO la possibilità che io invece non avrò mai.
“formati da solo”, dicono.
certo, perchè non lo fate Voi, piccoli universitari ingrati? Se è così facile raggiungere quello che voi raggiungerete, anche senza università, allora perchè buttate all’aria più di ventimila euro firmati “mamma e papà”?
purtroppo io, quei ventimila, non li ho.
c’è altro da dire?
I due soggetti (ovvero: analisi pseudopsicoscientifica su due persone totalmente diverse)
Si può cominciare specificando che il soggetto A è relativamente anti sociale.
Ma a parte questo la differenza tra A e B più evidente è l’età. Il soggetto A, dopo aver concluso con la sufficienza l’esperienza liceale, vissuta in un Istituto d’Arte ha studiato e lavorato, intervallandosi a periodi di tedio dovuti alla mancanza di veri lavori.
Il soggetto A ha terminato un anno di “lavoro” retribuito, in cui ha interrotto quasi ogni sorta di mantenimento da parte dei genitori, finanziandosi spese, benzina, regali e spesso anche il mangiare.
Il soggetto B studia, con ottimi voti, in un liceo, con l’obiettivo di diventare dottore.
Lo fa perchè ama l’idea di curare e aiutare il prossimo? no, per i soldi. Il soggetto B non sa cosa vuol dire lavorare, non sa limitarsi nelle spese, nonostante siano finanziate dai genitori, non è indipendente ed è totalmente incapace in qualsiasi sia il lavoro “pratico” (non sa usare un trapano, non sa fare una pasta..)
Il soggetto A sogna di sviluppare le sue doti artistiche e di fare l’illustratore, o il fotografo. non pensa molto ai soldi che potrà guadagnare, perchè forse sa che è capace di arrangiarsi ed economizzare su molte cose. sogna di poter mettere via da parte abbastanza soldi da potersi permettere l’università e non farla pesare sui suoi.
Il soggetto B non ha sogni, a parte quello di avere tanti soldi. Non ha forse neanche preso in considerazione la realtà dell’essere dottore (dover avere a che fare con malattie, deformità, corpi estranei, essere chiamati alle 4 di notte e dover rispondere, ecc) perchè dottore significa soltanto una cosa: porsche.
Il soggetto A non è ammirato, nè spesso amato. il soggetto A non ha doti sociali o verbali, non è di bell’aspetto e ciò lo rende relativamente invisibile, eccetto i pochi veri amici con cui ama circondarsi. Il soggetto A viene spesso tradito e pugnalato dai propri amici a causa della sua natura anti sociale e relativamente “poco figa”, che lo rendono (come già scritto) poco ammirato e rispettato.
Il soggetto B sa parlare. parla anche a sproposito ed è stereotipato all’eccesso nella perfetta forma di “adolescente commerciale”. compra tutti i cd di X factor, si ingella i capelli e quando è a casa canta a squarciagola qualche canzone di qualche band adolescenziale femminile. parla e aiuta qualunque amica stia male, per un perverso bisogno di soddisfazione personale chiamata dai più “infermierina”. ciò lo rende figo e ammirato dalle persone senza spina dorsale (spesso ragazze bionde e/o senza cervello) con cui si circonda.
Il soggetto A spende poco, e si pente delle sue spese, con il timore di aver usato dei soldi (da lui guadagnati) che in futuro sarebbero potuti servire.
Il soggetto B spende i soldi dei genitori, fiero delle proprie spese, come se i soldi che ha usato, fossero stati frutto dei suoi faticati lavori.
Il soggetto A è constantemente biasimato, ritenuto un “nullafacente”. una sorta di intoccabile. un deprimente e inutile uomo. nessuno lo ammira. nessuno lo vorrebbe come amico (a meno che non se lo ritrova tra i piedi).
Il soggetto B è ammirato, invidiato, rispettato. è un idolo e a quanto pare un sex symbol.
Risultato: ?
Un circo sadico. (conversazioni con me stesso pt.1)
“Guardali, a loro piace il tuo sanguinare. Gli piace vederti soffrire. (forse perchè così possono aiutarti? forse perchè così si sentono importanti?)”
Anni che preferisci dimenticare. anni in cui chiedevi solo di spegnerti, in silenzio, senza che nessuno se ne accorgesse. Ti reputavano figo, all’epoca. Perchè? ancora ti chiedi il perchè. meccanismi di difesa, che ad ogni mossa ti costavano fatica e dolore evidentemente apparivano “fighi”. Non vogliono il vero Lorenzo. Di te, in realtà, non glie ne frega un cazzo.
Quante fottute volte ho sentito “Ti preferivo prima”? Perchè nessuno si è mai chiesto se io mi preferissi prima od ora?
Rinfacciare non serve a un cazzo, se non a far capire. Capire che in realtà tu sei solo un succube, un poveretto che ha L’ONORE di avere tali amici. un poveretto immaturo, immobile, senza i coglioni, egoista..
Farmi in quattro per permettermi l’università, per permettermi la vita che sogno, per non finire a sopravvivere, senza ricordare cosa significa “vivere”, non mi rende maturo, evidentemente.
E’ il volermi divertire (nel modo in cui cazzo voglio) che mi rende immaturo. è il non voler vivere da solo, perchè so che economicamente e lavorativamente parlando non posso. E’ il non volere una vita tutta mia perchè la fotterei, che mi rende immaturo? evidentemente si.
Ho fatto tanti, troppi errori nella mia vita. errori che mi sono costati gran parte della mia sanità mentale.
Ma questa colpa, proprio non ci riesco: non la riconosco.
[però fa male.]
angoscia
A pill to make you anybody else …
Dicono che l’amore e l’odio sono i sentimenti più forti che esistono.
questo perchè non tutti hanno avuto la sfortuna di provare l’angoscia, la vera morsa disarmante dell’angoscia. quella pura, agghiacciante, che ti tiene fisso al letto, imprigionato in una smorfia da incubo. La bocca semi aperta in una sorta di urlo soffocato in partenza, gli occhi in cerca di un soccorso che non arriverà mai, un bruciore all’altezza dello stomaco che sembra consumarti fino in fondo. Il cervello che produce più pensieri di quanti ne possa in realtà analizzare, facendoti trovare perso in un mondo che non esiste, abitato da una furiosa serie di pensieri e immagini a velocità follemente accellerata.
L’ironia che spesso un angoscia del genere ti priva a tal punto di pensiero da non capire da dove proviene e perchè la stai provando.
Ringrazio Dio, o chi per esso, che nella mia infinita debolezza sono abbastanza resistente da farcela da solo, andando avanti (magari con qualche sbandamento), al contrario Loro, persi per sempre nella loro fragilità. prigionieri di un dolore talmente egoista da averli resi prigionieri di se stessi, con le chiavi in tasca (e nel contempo troppo lontane).
Anche io provo questa angoscia, fin troppo spesso. Ma ringrazio me stesso (e chi mi sta accanto) per avere la forza di uscirne, ogni volta.
Armageddon.
La mia vita è fatta di ribaltamenti. si potrebbe dire che è come quando cadi in acqua e in preda al panico non riesci a risalire, finisci per continuare a girarti in cerca dell’aria, senza più capire dove stai finendo. e poi muori.
ora come ora, l’unica persona che mi sembrava (seppure nei suoi difetti) la più nobile nelle intenzioni e la più disarmante nella sua sincerità, mi cade in una cosa così infantile come la segnalazione di un video. difatti, pochi giorni fa Beppe Grillo, il rappresentante più agguerrito della lotta alla censura mediatica ha fatto eliminare da youtube un video che lo prendeva in giro.
le sante parole di Marky Ramone
Non è roba mia. ma vorrei citare il grande Marky Ramone:
“Se un operaio come mio padre viene da me e mi dice: io sono comunista, lavoro otto ore al giorno in fabbrica, leggo Marx e ne condivido il pensiero… Beh, massimo rispetto amico! Lui ha il diritto di farlo, è cosciente e si fa il culo.
Quello che non sopporto sono quegli intellettualoidi radical-chic: loro sono la causa di tutto, quello è il “sistema” da combattere! Con il loro buonismo da quattro soldi giocano a fare i rivoluzionari, portano le magliette di Che Guevara senza neanche sapere chi fosse, gli piace atteggiarsi a tutori della democrazia quando in realtà vogliono solo imporre il loro pensiero agli altri. Sono per lo più borghesi figli di papà, annoiati e con i portafogli pieni di soldi, lavorano nell’azienda di famiglia o non lavorano affatto… Voglio dire, ma li vedi? Ogni due giorni sono in piazza a protestare per qualcosa. Se lavorassero non avrebbero il tempo di essere sempre in piazza.”




